L'Ospedale San Francesco di Paola

Il Si Cobas Calabria sta vedendo «ogni giorno lo scempio nella sanità pubblica causato da una gestione politica massonica assurda. Si stanno registrando problematiche ogni giorno, l’ospedale di Paola abbandonato a un destino funesto, la chiusura del punto nascita a Corigliano-Rossano con tutto quello che ne consegue. Abbiamo avuto testimonianze dirette da parte della dirigenza di Ao Cosenza perché con la chiusura di quel punto nascite, e anni fa ricordiamo lo scempio di chiudere Cariati altro punto nascite essenziale, ha portato nei corridoi dell’Annunziata dei disagi notevoli vista la carente mancanza di personale».

La Calabria è da 13 anni in regime di commissariamento «da quando la giunta Scopelliti ha definitivamente distrutto la nostra sanità pubblica e ricordiamo sempre che l’attuale Presidente della regione nonché Commissario ad Acta era in quella giunta e applaudiva alla chiusura scellerata dei nosocomi ospedalieri. Purtroppo il disegno era quello di indebolire la sanità pubblica per dare vantaggi enormi alla sanità privata, e dopo 13 anni è chiaro il loro gioco di potere».

Il Si Cobas «è contro questa gestione scellerata della sanità pubblica e sentendo dalla bocca dei dirigenti e soprattutto Commissari straordinari tipo Antonio Graziano che gestisce insieme ad altri Asp Cosenza, Graziano ha detto che i Lea (livelli essenziali di assistenza) si ottengono anche con il contributo della sanità privata convenzionata e quindi capite bene cosa hanno fatto e stanno facendo nel silenzio più assoluto e con il bene placido del Commissario ad Acta, Roberto Occhiuto che pensa a spendere risorse per Sanibook, per i rilevatori (primo bando ad Asp Cosenza guarda un po’ che coincidenza) o meglio spioni al servizio del regime sanitario voluto dai poteri forti, medici cubani pagati e stra pagati come vediamo ogni giorno dalle notizie ricevute e infine la ciliegina sulla torta è la nascita della Dulbecco la fusione di un Hub regionale con un policlinico universitario una mangiatoia non necessaria visto le enormi criticità che abbiamo in questa terra in ambito sanitario».

La Calabria «è stanca di questi giochi di potere e stanca di vedere le stesse facce che gestiscono la nostra sanità e il Si Cobas Calabria lotterà sempre per abbattere questo muro di gomma dove tutto scivola e tutto va nella direzione dei potenti e dei padroni che amano avere burattini in mano e collezionare tessere. “A testa alta e senza paura perché la paura non ci appartiene».

stefaniasapienza@calabriainchieste.it