Un momento della celebrazione

CARIATI (CS) – Due comunità accomunate dalla fede, dalla tradizione e dalla devozione verso San Rocco: Cariati e Bocchigliero suggellano il gemellaggio nel segno del monaco taumaturgo di Montpellier.

Nei giorni scorsi si è tenuta la prima delle due cerimonie tra la comunità parrocchiale di Cristo Re e quella della chiesa Matrice del piccolo centro silano. Si replicherà sabato 19, alle ore 18: il Sindaco Cataldo Minò ed il parroco Don George si recheranno nel borgo della Sila greca per una nuova giornata di fratellanza.

È quanto fa sapere lo stesso Primo Cittadino sottolineando come «questo attestato di vicinanza tra le due realtà cattoliche non sia altro che un simbolo tangibile di unità e amicizia, un ponte – sottolinea Minò – che collega due realtà unite dalla fede e dalla volontà di consolidare legami duraturi»

Lo scorso martedì 8 agosto è stata vissuta dalle due istituzioni e comunità la prima tappa del gemellaggio con la delegazione parrocchiale di Bocchigliero, di cui San Rocco è Santo patrono, arrivata fino a Cariati con il simulacro del prodigioso pellegrino francese morto a Voghera il 16 agosto del 1379. Una celebrazione carica di simbolismo e di messaggi di fede e solidarietà che ha suscitato l’interesse dei fedeli ma anche dei turisti che hanno scelto Cariati come destinazione turistica.

«L’obiettivo – continua il Sindaco – è quello di rimettere al centro delle agende politico-amministrative territoriali la forza di tradizioni secolari, ricordate ancora nitidamente dalle generazioni precedenti la nostra. Il legame nel nome di San Rocco tra la comunità di Cariati e quella di Bocchigliero era così forte che dalla nostra marina, ancora 40 o 50 anni fa si partiva due o tre giorni prima in pellegrinaggio; un sentiero intriso di fede, di storia e di identità che potrebbe diventare domani un itinerario identitario esperienziale, da promuovere non solo d’estate ed attorno al quale – conclude Minò – costruire pacchetti turistici fatti di emozioni spirituali ed enogastronomiche, paesaggistiche e culturali, dei quali vanno a ruba i visitatori contemporanei, in tutti i mesi dell’anno».

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